Psicologa e psicoterapeuta, ho iniziato esercitando la libera professione a Imola, dove ho il mio studio privato in cui svolgo consulenze, colloqui di sostegno psicologico e psicoterapia individuale, prevalentemente con adulti. Tuttavia, oggi il mondo è piccolo e, grazie al digitale, posso lavorare con chiunque a distanza: da tempo ho attivato, infatti, i servizi online.

Da sempre, sono appassionata anche di formazione e aree della psicologia differenti dalla clinica, come spiego più sotto.

GLI INIZI

Dopo la laurea in Psicologia ad indirizzo Clinico e di Comunità, mi sono specializzata in Psicoterapia Psicoanalitica alla S.P.P. di Milano e mi sono formata anche per l’utilizzo del Training Autogeno.

Sono iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna dal 1999 e all’elenco degli Psicoterapeuti dal 2003.

Il mio primo contatto con il mondo del lavoro psicologico arriva con i tirocini post-lauream. Da subito la mia scelta ricadrà su due ambiti differenti, che poi caratterizzeranno sempre la mia attività. Presso la S.O.A. Outplacement mi sono occupata di psicologia del lavoro con attenzione particolare alla ricerca del lavoro, ricollocamento, selezione con assessment centre. Successivamente, nel reparto “Disturbi del metabolismo e della  nutrizione” dell’Ospedale S. Orsola di Bologna con il Prof. Nazario Melchionda, approfondirò temi più clinici legati ai disturbi alimentari. I successivi tirocini per la specializzazione avranno luogo al Dipartimento di Salute Mentale e al Consultorio Familiare presso l’A.U.S.L. di Imola, proseguendo qui il mio lavoro anche come psicologa volontaria.

IL LAVORO

Nel ’99 ho iniziato la mia attività da psicologa, integrata successivamente da quella di psicoterapeuta, svolgendo non solo attività clinica nel mio studio privato, ma anche in altri ambiti. La passione anche per la formazione inizia da lontano. Da subito mi sono occupata di comunicazione, orientamento, ricerca attiva del lavoro, coaching e team building sia per corsi finanziati da Regione e Fondo Sociale Europeo sia per una società privata. Più avanti, terrò invece delle docenze sulla deontologia professionale per la Scuola di Specializzazione in psicoterapia analitica ad indirizzo junghiano Aion.

Nel frattempo, inizio a lavorare sul tema della maternità, tenendo incontri teorici e di sostegno per donne in gravidanza, per tredici anni, presso uno studio ginecologico a Imola.

Nell’ambito della psicologia scolastica, ho invece operato per sette anni in uno sportello di ascolto per il CIC dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Paolini” e “Cassiano da Imola”.

Nel febbraio 2009 intraprendo una nuova avventura, entrando a far parte della Redazione dell’Osservatorio Psicologia nei Media – www.osservatoriopsicologia.com, sito che si proponeva di migliorare gli standard qualitativi dell’informazione psicologica nei mass media italiani. Ne assumo la carica di Presidente da marzo 2011, chiudendo poi questo percorso nel dicembre 2014.

Nel 2020, in piena pandemia, decido di iniziare un nuovo progetto che mi affascina. Grazie alle esperienze accumulate nella gestione di Enti importanti (vedi sotto), decido di unire la passione per la psicologia, nei suoi differenti ambiti, con quella per il mondo del lavoro e delle organizzazioni. Puntando alla sua parte più dinamica, creativa e progettuale. Dedico quindi parte delle mie energie a realizzare un’attività sulla psicologia dell’innovazione, www.menteinnovativa.com.
Ciò che mi affascina è scoprire come la mente procede per creare innovazione, quali siano le risorse a cui attinge e i blocchi psicologici che la limitano. L’idea è quella di creare, un po’ alla volta, conoscenza e divulgazione sul misterioso intreccio fra la nostra psiche e la capacità di sviluppare idee, creare il nuovo, progredire. Anche perché vent’anni nella pratica clinica e quasi altrettanti in quella delle organizzazioni mi permette di vedere molti punti di intersezione e di contatto fra il nostro mondo interiore e ciò che siamo in grado di costruire all’esterno.

Aiutare a crescere, a evolvere, a ridurre le rigidità mentali che ci limitano, a fare affidamento sulle risorse è un’esperienza affascinante sia che si applichi alla vita di una persona sia che la si persegua nell’ideare nuovi progetti e nello sviluppare un’organizzazione lavorativa. E in molti punti, le dinamiche che si attivano sono simili.

LA POLITICA PROFESSIONALE

Nel mio cammino lavorativo s’impone prepotentemente una nuova area di interesse quando, nel 2005, entro in contatto con un’associazione di categoria nell’ambito della politica professionale, Altra Psicologia. Interesse reciproco, evidentemente, visto che ne divento a breve membro del Direttivo, oltre che referente per la Regione Emilia Romagna. Ruoli da cui poi esco nel tempo per agevolare un giusto ricambio di persone ed energie. Rimango, comunque, parte attiva dell’associazione sia nel mio lavoro di rappresentanza istituzionale per conto dell’Associazione sia nel mio ruolo di socia ordinaria, attivo ancora ad oggi.

In rappresentanza dell’Associazione, sono stata eletta nel 2006 consigliere dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna per il quale ho fatto parte della “Commissione Albo e Comunicazione con gli Iscritti” e sono stata coordinatrice delle commissioni “Lotta all’abusivismo, Tutela dei confini professionali, Pubblicità” e “Cultura, Formazione e Qualificazione professionale”.  Rieletta consigliere nel 2010, sono stata coordinatrice della commissione “Deontologia” fino allo scadere dell’ultimo mandato, nel maggio 2014. Presentatami all’inizio del 2013, sempre con Altra Psicologia, alle elezioni del nostro Ente Nazionale di Previdenza (E.N.P.A.P.), sono stata eletta consigliere di Amministrazione, incarico che ho ricoperto dal maggio 2013 fino al maggio 2021. Al termine del mandato, l’Ente contava più di 50 dipendenti e circa 1,8 miliardi di euro di patrimonio.

In questo stesso anno, così complicato dalla pandemia, faccio una scelta un po’ fuori dagli schemi e decido di non ricandidarmi per potere partecipare a tempo pieno alla mia attività professionale suddivisa fra l’ambito clinico e quello più vicino alla psicologia del lavoro (ma con profondi intrecci con la psicologia cognitiva) dell’innovazione.